Il TAGLIO PER VASTO

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FOSSO MARINO
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LA RELAZIONE ARTA SU FOSSO MARINO

“NEL PASSATO E NEGLI ULTIMI OTTO ANNI NON SONO STATI REGISTRATI EVENTI CHE HANNO DETERMINATO SITUAZIONI ANOMALE“


Abbiamo rilevato alcune “stranezze” nella Delibera della Giunta Regionale (fonte: semidiceviprima.com e sito web ufficiale della Regione Abruzzo) a cui qui di seguito facciamo riferimento. L’atto di Giunta è relativo alla qualità delle acque marine della costa abruzzese e, nello specifico di nostro interesse, a quelle prospicienti Fosso marino. A leggere le risultanze e le dichiarazioni circa le analisi eseguite dall’ARTA e parte integrante della Delibera stessa, si rilevano inverosimili affermazioni a cui non riusciamo a dare spiegazione e che riteniamo debbano essere quantomeno chiarite per la tranquillità di tutti.

Ne riportiamo, qui di seguito e pedissequamente, alcuni passaggi ed alleghiamo l’intero prospetto dell’ARTA.

Questo quanto descritto:

“Classificazione: ECCELLENTE”

“Divieti di balneazione: Negli ultimi quattro anni nell'area di ubicazione del Punto di Prelievo non sono stati emessi divieti di balneazione sia temporanei che permanenti”

“Trend qualitativo: Lo stato di qualità delle acque in tale area è rimasto invariato negli anni“

“Nell'area non sono presenti scarichi di acque reflue“

“Eventi pregressi (ultimi 4 anni): Negli ultimi quattro anni non si sono verificati eventi riconducibili ad inquinamenti di breve durata“

“Nell'area non si sono verificati eventi che hanno alterato la qualità delle acque di balneazione“

“Non si sono verificati eventi anomali“

“Nel passato e negli ultimi otto anni non sono stati registrati eventi che hanno determinato situazioni anomale“

“Non vi è nulla da segnalare“


In definitiva viene da chiedersi: ma il disastro della scorsa estate ce lo siamo sognato? I divieti di balneazione giustamente imposti sono stati soltanto un incubo notturno?

Riteniamo sia il caso che la Giunta regionale, l’ARTA, l’Amministrazione comunale spieghino come siano possibili queste affermazioni nel prospetto di relazione dell’Agenzia per la tutela ambientale, altrimenti ogni dubbio è plausibile!

Massimo Desiati


REGIONE ABRUZZO - Giunta Regionale - Sito Ufficiale

Direzione LL.PP., Ciclo Idrico Integrato e Difesa del Suolo e della Costa

Qualità Acque di Balneazione

Acque di Balneazione anno 2012

Delibera n. 188 del 26/03/2012 avente per titolo: "Decreto Ministeriale 30.03.2010, 'Definizione dei criteri per determinare il divieto di balneazione, nonché le modalità e specifiche tecniche per l'attuazione del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, di recepimento della direttiva 2006/7/CE, relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione". L.R. 22.12.2010, n. 59, art. 37 "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione Abruzzo derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea. Attuazione delle direttive 2006/123/CE, 92/43/CEE e 2006/7/CE". Approvazione risultanze campionamenti anno 2011. Adempimenti regionali per la stagione balneare 2012".

Profili definitivi delle acque di balneazione - Anno 2012

Provincia di Chieti: Vasto


18.05.2012


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OSSERVATORIO PER FOSSO MARINO

ORA IL COMUNE VUOL RINVIARE I PROPRI LAVORI !

Una figuraccia, una vera figuraccia! Si apprende dai mezzi di comunicazione che l’Amministrazione comunale ha convocato un “vertice” per decidere se i lavori di cui al famoso bando ed affidati con il 40% di ribasso, quelli per la captazione delle acque sorgive dal monumento alla Bagnante a Fosso marino, possono essere fatti in 20 giorni oppure rinviati!

L’Assessore Sputore, il 10 Aprile scorso, aveva dichiarato: "Credo che già dalla prossima settimana procederemo alla consegna del cantiere, una volta terminate le procedure legate all'impiego delle poste di bilancio". Una simile previsione, già da allora, non ci sembrava verosimile. Ed infatti, dopo oltre un mese da tale uscita, della “consegna del cantiere” neanche l’ombra! Oggi, la giustificazione del rinvio, secondo Sputore, risiederebbe nel fatto che “un paio di balneatori non ci hanno rilasciato la liberatoria a eseguire lo scavo nella sabbia per realizzare la condotta ai margini del lungomare”. Fino a ieri, invece, tale circostanza non avrebbe potuto rappresentare un impedimento ed infatti tale “permesso” non è necessario per un’opera pubblica urgente su di un suolo oltretutto non in proprietà ma affidato solo in concessione. Una giustificazione incredibile!

Ricordiamo che i tempi per la loro realizzazione furono inizialmente stimati, dal progettista, in 120 giorni; successivamente, il bando del Comune li concentrò in 90 gg e, poi ancora, la ditta “provvisoriamente” assegnataria si impegnò ad eseguirli in 30 e con il 40% di ribasso. Ad oggi, dei macchinari e delle maestranze per iniziarli non se ne vede traccia. A causa del tempo perso da parte dell’Amministrazione comunale, il rischio che, da subito, paventammo fu quello di ritrovarsi con ruspe, materiali di grande ingombro e tabelle di “lavori in corso” ad impedire l’accesso alla spiaggia centrale ed agli stabilimenti, a stagione balneare inoltrata. Dicemmo anche che le opere commissionate dall’Amministrazione comunale apparivano inutili alla soluzione del problema del travasamento in mare dei liquami fognari di Fosso Marino. Infatti soltanto l’intervento della SASI può risolvere le carenze ed ovviare allo stato di emergenza e questi lavori stanno andando avanti. E meno male!

Oggi è chiaro che l’Amministrazione comunale ha tentato un’operazione d’immagine: realizzare qualcosa di proprio, anche se inutile, per assumere il merito di aver risolto l’annosa questione di Fosso marino mentre chi avrà posto rimedio è solo la SASI che ha la gestione e la responsabilità del sistema fognario!

Chissà se anche questa volta, al pari delle declassate Bandiere blu, la colpa sarà dei “gufi”, come ama dire il Sindaco, di fronte alla propria inefficienza! La stagione turistica è ormai alle porte e gli stabilimenti balneari hanno già iniziato ad allestire le proprie strutture per l’ospitalità ed oggi ci si accorge che iniziare la messa a dimora di una nuova condotta, con pozzi anche di due metri e mezzo di profondità tra la Bagnante e Fosso marino, tra il lungomare pavimentato e la sabbia, rimuovendo recinzioni e strutture, in prossimità di vegetazione e quanto altro è di… difficile esecuzione! A causa dei ritardi accumulati nell’iniziare i lavori, basterebbe una forte precipitazione a cantiere ancora aperto e i danni sarebbero ingenti, con conseguenze ancor peggiori.

Di fronte quanto è accaduto, non c’è difesa per l’Amministrazione comunale che, ancora una volta, si è mostrata incapace e parolaia!

L’Osservatorio per Fosso marino


16.05.2012


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BANDIERA BLU... A MEZZ'ASTA


"Sono stati smentiti tutti i gufi, gli stessi che hanno tifato contro Vasto e ora non sanno cosa dire". Così esordì il Sindaco alla semplice notizia della convocazione rivolta dalla FEE, la Fondazione internazionale che assegna le bandiera blu, al Comune di Vasto, qualche giorno fa. Ed aggiunse: “La Bandiera blu si chiede per tutto il litorale e così abbiamo fatto”.

Questa mattina, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono state assegnate le Bandiere blu. A drappo consegnato, riteniamo dover intervenire e non certo per… “gufare”. Lo facciamo soltanto perché meritano risposta le spacconate del Sindaco che, stizzito dai nostri puntuali interventi, aveva inteso vantare risultati non ancora acquisiti e, ahinoi, oggi resi noti. Suggerimmo di attendere prima di cantar vittoria ma la voglia di indispensabile riscatto ha giocato un brutto tiro al Primo cittadino.

Il Comune di Vasto aveva fatto richiesta di assegnazione del vessillo FEE per sei spiagge: Mottagrossa, Punta Penna, Vignola, San Nicola, Vasto Marina e San Tommaso. Aperte le buste, come si direbbe con una terminologia da quiz televisivo, si è venuti a conoscenza del fatto che, a Vasto, le Bandiere blu assegnate sono state soltanto due a fronte delle sei richieste per le spiagge interessate: Punta Penna e San Tommaso.

Ci sarebbe piaciuto che l’ambito riconoscimento internazionale avesse riguardato tutta la città o l’intera spiaggia, in tutta la sua estensione, ed invece l’atteggiamento, condito da toni trionfalistici, dell’Amministrazione comunale, così ricondotta alla realtà, mette ancor più in evidenza come le spiagge vastesi siano arretrate nella classifica nazionale. Il fatto rimarca la serietà della FEE nell’assegnazione del vessillo blu e l’incapacità del Comune di Vasto nel mantenere i livelli degli anni passati. Sarà dura, adesso, tornare ai livelli precedenti per gli anni a venire.

Infatti sarà soltanto su queste due limitate spiagge che la bandiera potrà sventolare in virtù di molteplici indicatori, siano essi di natura ambientale che propri dell’offerta di servizi, e non sul Municipio, sulla spiaggia centrale e sulle altre meravigliose località vastesi di cui, a causa dell’incuria e dell’inettitudine dell’Amministrazione, nessuno parlerà.


Massimo Desiati – Andrea Bischia - Valerio Ruggieri
Gruppo consiliare e Coordinatore di “Progetto per Vasto

14.05.2012

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ARRIVA L'ESTATE...

ANCHE QUEST'ANNO CENERENTOLA A CASA A MEZZANOTTE?

Arriva l’estate, si spera che la crisi economica non incida molto sulle prenotazioni. Ma anche l’Amministrazione comunale ci mette di suo per aumentare gli imbarazzi di una città turistica e dell’accoglienza.

C’è da sperare che le negative esperienze vissute sul litorale, nella scorsa stagione, siano dimenticate e ne vengano risolte le cause. Si attende, come sempre, il cartellone degli eventi; si è in forte ritardo per le assegnazioni, in concessione, dei tratti di spiaggia per gli ombreggi; le strade cittadine continuano ad essere dissestate, la segnaletica orizzontale (strisce pedonali, linee di carreggiata e quanto altro) continua ad essere invisibile; a Vasto Marina gli interventi pubblici di… maquillage non sono ancora iniziati, il lungomare in località Trave sprofonda, i tre punti d’informazione al Turista sono malinconicamente chiusi ed in più l’incombere dell’inizio lavori per la condotta di captazione delle acque di sorgente, tra il monumento alla Bagnante e Fosso marino, solleva preoccupazioni fortissime. Insomma, un quadro desolante!

A tutto ciò, come se non bastasse, si aggiunge l’irrisolta querelle degli orari di interruzione della musica notturna all’aperto dei pubblici esercizi. Al Sindaco di Vasto piacerebbe che ogni decisione fosse presa dal Prefetto: perché mai ficcarsi in un problemaccio del genere? Se c’è chi lo risolve, ben venga. Ed intanto, in occasione dei tavoli istituzionali appositamente convocati in Prefettura, egli stesso spinge affinché, a mezzanotte, la musica cessi. Ma ci son Sindaci che non la pensano così ed il Prefetto, al termine di infruttuosi incontri, salomonicamente ha proposto che siano i Sindaci ad emanare, per ogni singolo Comune, le relative ordinanze: non ci sarà un orario identico per lo stop alla musica su tutto il litorale della provincia ma non per questo Vasto deve perdere presenze a favore di altri Comuni!

A Vasto, anche per gli orari di stop alla musica all’esterno, si fa di tutto per osteggiare le attività con azioni di “stancheggio” che rendano difficile persino la gestione burocratica delle autorizzazioni. Il Sindaco annuncia: “Per il rilascio delle autorizzazioni non basterà una semplice richiesta con indicazioni di massima. Le domande dovranno pervenire al Municipio con 7-8 giorni d'anticipo rispetto alla data dell'iniziativa che i gestori dei locali intendono organizzare”. Sono situazioni che hanno dell’incredibile! Otto giorni di anticipo per una stagione che dura 6 settimane ed in cui, per una località turistica di mare, dovrebbe essere festa tutti i giorni!

Il problema vero è rappresentato dai decibel! Si controlli seriamente il volume degli amplificatori e non si creino intralci burocratici per fiaccare e stremare gli operatori. Per il resto, si lasci così lavorare, almeno fino alle due, chi svolge un servizio al turista e si consenta a quest’ultimo di svagarsi oltre la mezzanotte, godendo la città e Vasto marina con, in sottofondo, colonne sonore.

Massimo Desiati
Progetto per Vasto

11.05.2012

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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA ALL'UNANIMITA' LA PROPOSTA DI BISCHIA (PPV)

Il Consiglio Comunale di Vasto ha approvato, all’unanimità, l’Ordine del giorno presentato dal Consigliere Andrea Bischia ed altri colleghi, tra cui anche rappresentanti della maggioranza, relativo al mancato finanziamento dei Corsi di Formazione professionale da parte della Regione Abruzzo.

Sul presupposto dell’importanza di garantire un futuro ai giovani nel rispetto del diritto allo studio, dell’avvenuta riduzione dei fondi statali all’uopo destinati, della necessità di una maggiore considerazione della Regione Abruzzo nei confronti del nostro territorio e del fatto che nessun istituto vastese ha ottenuto gli attesi finanziamenti, il Consiglio comunale ha inteso esprimere i propri disappunto e preoccupazione circa la grave omissione da parte della Regione. Infatti, il venir meno dei Corsi di formazione non aiuta certo la soluzione di un problema di natura sociale che riguarda non solo i giovani di Vasto ma anche quelli del suo comprensorio. E’ indispensabile, per loro, avere la possibilità di istruirsi e formarsi professionalmente e, quindi, di essere indirizzati in un percorso di studio che li allontani da pericolose derive comportamentali.

Il Consiglio ha così inteso impegnare il Sindaco a promuovere azioni nei confronti della Regione Abruzzo affinché si faccia promotrice, presso il Ministero del Lavoro, segnalando la necessità di affidare all’Abruzzo ulteriori fondi da mettere a bando che si aggiungano ai sette corsi finanziati, per gran parte, con i FSE.

Andrea Bischia
Progetto per Vasto


09.05.2012

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MERCATO DI SANTA CHIARA

NEL PIANO TRIENNALE NON C'E' E L'AMMINISTRAZIONE RISCOPRE IL PROJECT FINANCING PROPOSTO DA P.P.V.


Nel Piano triennale delle Opere pubbliche, oggi approvato dalla maggioranza in Consiglio comunale, non compaiono interventi per la ristrutturazione del Mercato di Santa Chiara. Tale mancanza è stata evidenziata, dallo stesso Assessore Marra, nelle premesse del suo intervento in aula relativo all’illustrazione del punto all’O.d.G. portato in approvazione.

Il motivo di tale volontaria omissione risiede nel fatto che la relativa previsione di spesa è, nelle intenzioni dell’Amministrazione, imputabile alle somme eventualmente incamerabili dal Comune con misure di “Project financing”, teoricamente previste nel quadro delle Risorse disponibili nel triennio.

La scelta operativa non appare certamente in linea con il Deliberato del Consiglio comunale, di qualche mese fa, in cui si impegnava l’Amministrazione ad inserire l’intervento tra le Opere pubbliche da eseguire.

Vale la pena ricordare come il Consiglio comunale, nella medesima seduta, respinse la mozione presentata dal Gruppo consiliare di “Progetto per Vasto che aveva stimolato il dibattito sull’argomento e che impegnava il Sindaco e l’Amministrazione comunale “a porre allo studio un bando per l’affidamento della concessione per la progettazione, costruzione e gestione relativa alla riqualificazione urbana dell’area del Mercato coperto comunale di Santa Chiara, con il sistema del Project financing”.

Oggi, è la stessa Amministrazione comunale a ritenere opportuno tale strumento finanziario e, addirittura, il suo utilizzo viene promesso come giustificazione dell’omesso inserimento della ristrutturazione del Mercato pubblico di Santa Chiara nel Piano triennale delle Opere pubbliche.

Un metodo amministrativo, quello dell’attuale Amministrazione, che denota la forte confusione e la contraddittorietà delle sue decisioni, oltre che l’imbarazzo nel dover oggi riconoscere valida la proposta di “Progetto per Vasto”, tanto da recuperarla nel giro di poco tempo.

L’auspicio è che il suo tardivo recepimento non sia soltanto un modo per eludere una risposta seria ed indispensabile per il recupero di uno spazio mercatale di una struttura commerciale che rappresenta un momento di valida aggregazione e di servizio alla Comunità vastese e che versa in condizioni strutturali ed organizzative che pongono quotidianamente a rischio la sua esistenza, con apprensione degli esercenti ed anche dalla popolazione che di esso si serve.

Massimo Desiati - Andrea Bischia
"Progetto per Vasto"


07.05.2012


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BANDIERA BLU - FEE

ATTENZIONE ALLE SPACCONATE DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Non è certo per amor di polemica che riteniamo dover intervenire in ordine alle notizie, rimbalzate sulle cronache locali, circa l’assegnazione della Bandiera Blu, da parte della FEE, alla città di Vasto. Vorremmo certo che tutta la nostra città, e per sempre, si potesse fregiare dell’ambito riconoscimento internazionale: una icona, un brand di garanzia per lo stato dei luoghi e dei servizi offerti, utile soprattutto nel periodo precedente la stagione balneare; ma l’atteggiamento, condito da toni trionfalistici, dell’Amministrazione comunale deve essere ricondotto alla realtà, poiché non farlo potrebbe produrre danni all’immagine della nostra città.

Le attività di promozione e pubblicità di un territorio sono cosa seria, così come seria è l’attività della FEE che sigla, garantendo, le buone caratteristiche di un territorio, assegnando ad esso la Bandiera Blu. Le fughe in avanti che l’Amministrazione comunale sta compiendo, in queste ultime ore, nell’esaltare il significato della convocazione ricevuta dalla FEE per recarsi a Roma, la dice lunga circa il suo l’affanno nel rincorrere, a qualunque costo, l’ipotesi di un riscatto per un’immagine gravemente segnata dalle disfunzioni ed emergenze della scorsa estate.

Ed infatti, proprio per fare chiarezza, ristabilire la verità ed al solo fine di non ledere l’immagine della città ma neanche quella della FEE, abbiamo contattato i vertici regionali della Federazione che, con un atteggiamento molto prudenziale, hanno sì confermato l’invito rivolto al Comune di Vasto ma hanno fatto chiaramente intendere che le condizioni di assegnazione della Bandiera Blu non trovano riscontro nei toni trionfalistici con cui l’Amministrazione comunale ha inteso comunicare una semplice ricezione d’invito.

Vale la pena ricordare che la Bandiera Blu può essere assegnata alle singole spiagge di una città in virtù di molteplici indicatori, siano essi di natura ambientale che propri dell’offerta di servizi. Varrebbe quindi la pena di attendere, per tutti, le motivazioni della convocazione romana e, nella speranza di un risultato il più lusinghiero possibile, la portata degli specifici riconoscimenti, senza spacconate che potrebbero avere effetti contrari a quelli auspicati.

Massimo Desiati
Progetto per Vasto


04.04.2012


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LA LONG LIST PER I FINANZIAMENTI EUROPEI

QUESTA L'INCREDIBILE RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE DI "PROGETTO PER VASTO"

Il Comune di Vasto ha predisposto una Long list di undici professionisti esterni, il cui compito è la ricerca di finanziamenti europei… ma non sa che farsene!

Il 30 Gennaio scorso, fu presentata un’interrogazione, a risposta scritta, avente ad oggetto la formazione e l’attività della Long list di professionisti il cui compito fosse la ricerca di finanziamenti europei. Il 26 Aprile (sigh!) l’Assessore Sputore ha inviato una risposta che consiste nel racconto della vicenda, senza alcun riguardo alla corrispondenza delle risposte ai sette quesiti posti con precisione e dovizia di argomentazioni.

Compiendo un’opera di… pandettamento di quanto contenuto nella risposta è possibile ricavarne quando segue. Nell’interrogazione si chiedeva:

1) Se fosse stato conferito qualche incarico ai professionisti esperti inseriti nella “Long list”. RISPOSTA: “Il Sindaco li ha invitati, con nota del 28 febbraio u.s., a presentare proposte progettuali al fine di accedere a sovvenzioni, contributi, finanziamenti comunitari”.

2) Se fossero state ricercate ed individuate le opportune occasioni di relazione con altri Comuni di area omogenea. Nessuna risposta.

3) Se fosse stata organizzata la formazione dei Dirigenti interni alla struttura comunale circa la conoscenza dei programmi dell’Unione Europea e delle tecniche di progettazione ed individuati i referenti presso l’UE per organizzare attività di lobbying. Nessuna risposta.

4) Se fosse stato formato l’apposito e previsto “Ufficio Finanziamenti europei” per la ricerca sulla legislazione europea. RISPOSTA: “Non è stato, a tutt’oggi, possibile attivarlo, per carenze di professionalità necessarie”.

5) Se fosse vero che la Giunta comunale ha dichiarato il proprio interesse alla partecipazione ad un progetto europeo denominato “CIP – Creative and Cultural SMEs Innovation Pole”, al fine di “collaudare nuove forme di sostegno all’industria culturale”. RISPOSTA: “La Giunta comunale ha presentato (novembre 2011) la candidatura del Comune di Vasto in qualità di Project partner. Inoltre ha aderito (ottobre 2010) al bando BIKE SHARING (condivisione della bicicletta) e FONTI RINNOVABILI in collaborazione con l’Associazione SU.MO. di Vasto; mentre (Giugno 2010) aderiva alla governance del progetto pilota denominato <Donne ora visibili>, finalizzato all’emersione del lavoro sommerso”.

6) Se il Comune di Vasto sarà Project partner della proposta progettuale su descritta, con partner nazionali ed internazionali e, nel caso così fosse, come sarà composto il “partenariato nazionale ed internazionale”. Nessuna risposta.

7) Attraverso quali canali informativi e, nello specifico, da chi è pervenuta tale richiamata proposta progettuale che l’Amministrazione avrebbe dichiarato essere di proprio interesse. Nessuna risposta.

A parte l’esiguità delle tre iniziative (due delle quali intraprese prima della formazione della Long list, avvenuta nel 2011 e considerando che, per la successiva, non si sa neanche come è andata a finire), dalla risposta desumiamo che, nel futuro, quelle ipotizzabili saranno affidate alla buona volontà dei professionisti esterni: se trovi qualcosa, faccelo sapere! Alla faccia di qualsivoglia tipo indirizzo e di programmazione di Politica amministrativa…

Ma non possiamo non rimarcare che, con la fame di denaro pubblico che hanno le Pubbliche amministrazioni per attività che possano produrre servizi ed economia per la popolazione, gli unici tre progetti europei su cui il Comune di Vasto ha rivolto un qualche interesse (con tutto il rispetto per il sostegno alla cultura, alle biciclette ed alle donne dal lavoro invisibile) si caratterizzano per iniziative che, per non triviali nell’aggettivazione, diremo proprie di attività che non portano pane a casa!

A leggere le risposte dell’Assessore si resta veramente basiti e esterrefatti: il piagnisteo sulla povertà finanziaria del Comune continua e l’Amministrazione non trova meglio da fare che applicare gli aumenti consentiti dalla legge all’IMU, mentre l’Europa serve per le biciclette!

Massimo Desiati

03.04.2012


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SOPRALLUOGO DELL'OSSERVATORIO PER FOSSO MARINO

BENE LA SASI MA ECCESSIVI E PERICOLOSI I RITARDI DEL COMUNE


L’ “Osservatorio per Fosso marino” ha effettuato un sopralluogo presso il cantiere della SASI a Vasto Marina
. L’iniziativa si è resa necessaria per verificare lo stato dei lavori di manutenzione degli impianti e di realizzazione della seconda vasca che dovrà sopperire alle carenze strutturali da cui è scaturita la grave situazione verificatasi la scorsa estate. I lavori stanno procedendo con solerzia ed inoltre i tecnici stanno riadattando all’uso anche una vecchia vasca adiacente, da tempo inutilizzata.

Ben altro discorso è da riferire, invece, ai lavori che l’Amministrazione comunale si è impegnata ad eseguire e relativi alla captazione delle acque sorgive tra il Monumento alla Bagnate e Fosso marino.

Sul primo fronte, quello della SASI, si è appreso, così come previsto dall’Osservatorio e d’altronde fatto intendere dal Presidente della società Domenico Scutti, che sarà impossibile dare inizio, prima dell’inizio della stagione estiva, al raddoppio della linea fognaria, quella di 3 km ed 800 metri che dovrebbe unire la seconda vasca al depuratore posto a sud di Vasto Marina.

Riteniamo comunque importanti l’ultimazione dei lavori in corso relativi alla seconda vasca ed alla ripulitura e manutenzione delle condutture al fine di scongiurare una nuova emergenza ed apprezziamo la decisione della SASI di intervenire, così modificando l’iniziale indisponibilità. Resta da sapere se si ritengono sufficienti le linee fognarie interne all’abitato di Vasto Marina, quelle che raccolgono gli scarichi di tutti i suoi abitanti durante la stagione estiva e che potrebbero essere stati intasati dagli “scarichi impropri” denunciati quale ulteriore concausa dell’emergenza, infatti non si hanno notizie relative alle indagini sugli allacci abusivi e non autorizzati di acque bianche e di quelle fognarie.

Circa, invece, i lavori di cui al bando dell’Amministrazione comunale l’Assessore Sputore, il 10 Aprile scorso, aveva dichiarato: "Credo che già dalla prossima settimana procederemo alla consegna del cantiere, una volta terminate le procedure legate all'impiego delle poste di bilancio". Ritenemmo azzardata questa previsione ma, soprattutto, evidenziammo come i tempi di realizzazione (inizialmente 120 gg, poi 90 gg e poi ancora i 30 gg enunciati dall’impresa “provvisoriamente” aggiudicataria), non avrebbero consentito la loro ultimazione prima dell’inizio della stagione balneare!

Ad oggi non sono ancora preso il via e la probabilità, se dovessero iniziare, di ritrovarsi con ruspe, materiali di grande ingombro e tabelle di “lavori in corso” ad impedire l’accesso alla spiaggia centrale ed agli stabilimenti balneari è oramai quasi certezza. L’Osservatorio ha già espresso tutti i suoi dubbi in ordine al fatto che le opere commissionate dall’Amministrazione comunale possano realmente dimostrarsi utili alla soluzione del problema del travasamento di liquami fognari di Fosso Marino e pertanto suggeriamo una seria riflessione sul dar loro inizio. E’ l’ultimazione dell’intervento della SASI, infatti, a dare tranquillità agli operatori, ai cittadini e turisti circa il buon esito di una stagione turistica ormai alle porte.

L’Osservatorio per Fosso marino

27.04.2012

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IL FUTURO DI PUNTA PENNA

MASSIMO DESIATI (P.p.V.)
RISPONDE
A PAOLO PRIMAVERA
PRESIDENTE PROV. CONFINDUSTRIA



Da “Il Centro” di domenica 22.04.2012

IL CASO PUNTA PENNA
PRIMAVERA: ASSURDO SPOSTARE LE AZIENDE


VASTO. No ai consorzi industriali, sì allo sviluppo produttivo di Punta Penna. Il presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera, boccia senza mezzi termini il progetto di delocalizzazione delle aziende nell'area industriale a nord di Vasto. «E' una follia che rischia di mandare in malora l'economia di un comprensorio già fortemente provato e sempre più insidiato dalla malavita», afferma l'industriale annunciando la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti. L'industria è in grave sofferenza. L'ottanta per cento delle aziende è stata costretta a ricorrere alla cassa integrazione per salvare l'occupazione. «Purtroppo, la politica non dà una mano all'economia» aggiunge il presidente di Confindustria Chieti. Due le questioni sulle quali il capo degli industriali interviene con una dura reprimenda: i consorzi industriali e la delocalizzazione delle industrie di Punta Penna.

CONSORZI. «Confindustria appoggia la legge regionale di riforma dei consorzi e condivide la decisione di chiuderli definitavamente. I consorzi sono da tempo commissariati. Non svolgono più alcun ruolo di supporto al servizio delle aziende», rimarca Primavera. Confindustria ha chiesto da tempo un incontro con l'assessore regionale alle Attività produttive, Alfredo Castiglione. «Purtroppo, la giunta regionale ha fatto tutto da sola, a nostra insaputa. Ha prodotto un nuovo piano che non chiarisce molti aspetti». Gli industriali tornano quindi a chiedere con urgenza un confronto chiarificatore. «Non si fanno riunioni di condominio senza i condomini. Non è accettabile che gli industriali vengano esclusi dai ruoli di rappresentanza, e che a decidere sia la politica da sola. Deve essere comunque chiaro il no degli industriali ai nuovi oneri che andrebbero a gravare sulle spalle delle imprese».

DELOCALIZZAZIONE. Se sui consorzi il tono di Primavera è deciso, sul futuro di Punta Penna, diventa addirittura perentorio. «Ho letto con incredulità la notizia sulla decisione presa da Provincia e Comune di delocalizzare le industrie da Punta Penna. E' una follia», ripete l'imprenditore. «Da anni, in città proliferano comitati civici. Il movimento dei no. Particolare questo che denota l'assenza della politica. E' emblematico che non esista un piano economico, uno documento di pianificazione che fornisca indirizzi. In nome della tutela ambientale si mortificano le industrie e le si costringe ad andare via. Paradossalmente, le industrie sono tenute per legge a salvagurdare l'ambiente e lo fanno. Al contrario, la prima fonte di inquinamento del territorio - come ha rimarcato anche il governatore Gianni Chiodi - sono i fiumi e tutto quello che portano alla foce. In compenso, si sta mandando alla malora lo sviluppo economico e si distrugge l'attività del porto. Dietro a un paravento ambientale, si mette in atto una pericolosa speculazione immobiliare. A chi pensa di realizzare a Punta Penna un mega centro commerciale, gli industriali ricordano che senza reddito non si acquista nulla. ma il reddito lo fanno le aziende. Si parla da anni di ambiente e turismo, tuttavia non mi risulta che esistano operatori pronti a sfruttare il filone, a creare posti di lavoro e ricchezza per i residenti. Questa politica impoverirà il Vastese perché paralizza gli investimenti e l'occupazione facendo aumentare precarità, disagio e malavita. E' di questo che dovrebbe occuparsi i politici di qualsiasi connotazione ideologica: restituire certezze e benessere ai residenti, proteggere il territorio dalla criminalità». Primavera è un fiume in piena. Nè lui nè gli iscritti a Confindustria intendono accettare passivamente quella che definiscono una «immotivata campagna denigratoria e distruttiva contro le industrie”. Poi arriva l'affondo. «Se, dopo aver speso decine di milioni di euro, il progetto di delocalizzazione delle industrie dovesse essere avviato, manderò un esposto alla Corte dei Conti perché non si possono utilizzare i fondi pubblici destinati all'industria per un altro tipo di attività».


L'INTERVENTO DI DESIATI

Paolo Primavera boccia senza mezzi termini l’idea di delocalizzare le aziende dell'area industriale a nord di Vasto. Sono affermazioni perentorie quelle del Presidente di Confindustria Chieti, talmente categoriche da far presumere esista, nella realtà odierna, un piano di tal genere da attuare nell’immediatezza e già paventando un esposto alla Corte dei Conti. Appare un modo per stracciarsi le vesti e disperatamente gridare all’allarme, chiamando a raccolta le forze economiche industriali in una sorta di contrattacco all’ambientalismo di maniera: “E' una follia che rischia di mandare in malora l'economia di un comprensorio già fortemente provato e sempre più insidiato dalla malavita”. E poi aggiunge: “Purtroppo, la politica non dà una mano all'economia”. Crediamo, invece, di essere al cospetto di una situazione esattamente contraria; infatti, perpetuando tali atteggiamenti, sarebbe l’economia a non dare una mano alla Politica! Il governo del Territorio è cosa propria della Politica ed il “marketing territoriale” è un complesso di attività che ha la finalità di definire progetti, programmi e strategie volte a garantire lo sviluppo di un determinato comprensorio; a tale processo è doveroso che le organizzazioni economiche partecipino ma sul presupposto che le decisioni spettano alla Politica.

Nel Piano Territoriale delle Attività Produttive e nelle sue Norme di Attuazione è previsto che, nelle varie fasi, i programmi di riassetto produttivo delle aziende insediate vengano preliminarmente sottoposti a verifica tecnica, tenuto conto delle effettive esigenze di ammodernamento dei processi produttivi, anche in ragione dei necessari fattori di sostenibilità e mitigazione ambientale. Il P.T.A.P. sottolinea l’esigenza di assicurare una piena sostenibilità degli interventi di riconversione, con riferimento ai valori paesaggistici, ambientali e naturalistici di Punta Aderci, delle aree dei Siti di Importanza Comunitaria S.I.C. e della zona archeologica di Punta Penna. Nelle Direttive per i P.R.T. del Consorzio di Vasto si sottolinea come “Gli agglomerati del Consorzio di Vasto… mostrano complessivamente l’esigenza di una ragionata estensione-riconversione della gamma degli usi. Si escludono espansioni degli agglomerati maggiori di San Salvo e Vasto Punta Penna, che richiedono invece operazioni di riqualificazione e di riutilizzo di strutture dismesse, oltreché di completamento dei lotti liberi e di specializzazione e integrazione produttiva”.

Il Presidente Primavera alza il tiro e paventa progetti di “delocalizzazione”, imputandoli alla “follia”. E poi si lancia, “incredulo”, in una serie di considerazioni, stigmatizzando l’ “assenza della politica” ed il “proliferare dei movimenti del no”, situazioni che “costringerebbero le industrie ad andar via in assenza di piani economici e documenti di pianificazione”. Addirittura azzarda una “pericolosa speculazione immobiliare dietro un paravento ambientale”, evocando “povertà, precarietà, paralisi degli investimenti e malavita”, aspetto quest’ultimo di cui “dovrebbero occuparsi i politici, proteggendo il territorio dalla criminalità”. E giù, poi, con la denuncia della “immotivata campagna denigratoria e distruttiva contro le industrie”, le stesse che sembra abbiano dimenticato le promesse centraline di monitoraggio dell’aria a Punta Penna.

L’intera zona di Punta Penna ha necessità di una lettura del tutto particolare. In questa parte del territorio comunale, ricompresi in una superficie di pochi chilometri quadrati, insistono, contemporaneamente, realtà naturalistiche, industriali e residenziali. Una realtà impressionante, piena di contraddizioni, su cui si sovrappongono responsabilità e competenze di diversi soggetti istituzionali, enti economici e portatori d’interesse. Occorre giungere ad una lettura d’insieme di questo territorio ed è indispensabile favorire, anzi stimolare, una fase di riconversione, totale o parziale, delle attività industriali maggiormente impattanti. E seppur si dovesse trattare di delocalizzare alcune attività che presentano evidenti situazioni di incompatibilità ambientale, non sarebbe forse una scelta tutta rivolta all’interesse comune? E perché si dovrebbe prediligere, invece, l’interesse di alcuni? Assenza di pianificazione? E perché mai dovrebbe essere un sistema industriale, poco rispettoso del territorio e della volontà dei cittadini, a farla da padrone, sgomitando, in barba a principi di trasparenza e partecipazione?

Abbiamo più volte dichiarato la necessità di un Piano d’Area, per la zona di Punta Penna, a cui l’Amministrazione comunale dovrebbe porre mano, al fine di una più razionale utilizzazione e riorganizzazione di quella parte del territorio comunale.

Con le loro dichiarazioni, il Presidente di Federchimica Puccioni, prima, e quello di Confindustria Primavera, adesso, mostrano di non avere rispetto per questa città ed anche per i suoi imprenditori che operano nel commercio e nel turismo. Gli imprenditori dell’industria sono certamente titolati a difendere le proprie ragioni ma altrettanto certamente non possono utilizzare gli argomenti di cui ai loro interventi per far pressioni in ordine alle scelte politiche di gestione del territorio.

Sull’area di Punta Penna, insistono, da anni, attività che producono reddito per operatori commerciali che hanno fatto investimenti e dato lavoro ed oltretutto la vocazione di quel territorio è tale da sospingere verso investimenti a servizio del turismo. Se il mercato induce e favorisce questo tipo di insediamento, in una zona che nasce industriale, dovere delle istituzioni è governare questo cambiamento sanando le contraddizioni, per garantire l’armonia delle attività d’impresa ed evitare l’ulteriore impoverimento della nostra città, oltre al maggior rispetto delle sue caratteristiche ambientali.

Le scelte strategiche di sviluppo economico del territorio appartengono alla Politica ed il coinvolgimento, nell’operarle, di portatori d’interesse, pubblico o privato, deve avvenire nei modi democraticamente rilevabili in ossequio ai principi di partecipazione e concertazione. E’ indispensabile che le istituzioni svolgano il proprio ruolo con autorevolezza e senza soggezioni di qualsivoglia natura.

Non vorremmo che gli obiettivi del Presidente Primavera, rappresentante dell’intera categoria degli industriali, fossero altri. In questi ultimi tempi, è un pullulare di iniziative progettuali industriali. Tra queste, quella che prevede, anche se non nel territorio di Vasto ed in zona Punta Penna, la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti speciali, mediante processo di inertizzazione-stabilizzazione a base di cemento, calce, silicati per renderli idonei allo smaltimento in discarica, con una capacità di 25.000 t/a ed annessa discarica di 150.000 mc complessivi. Un’attività che trova materia prima in un certo tipo di industria. Ed infatti la relazione che accompagna il progetto così recita:“Un impianto diretto ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione. Lo stabilimento in questione, infatti, in ragione della sua ubicazione, potrebbe risultare strategico nell’ottica della vicinanza dell’area a due zone industriali come quelle di Atessa e Vasto-San Salvo, in cui la produzione di rifiuti speciali è veramente consistente”.

Primavera getta sul tavolo argomenti che generano solo confusione e mostra i muscoli nel tentativo di far pressione sugli ambienti della Politica chiamati, loro sì, a prendere delle decisioni a tutela dei territori e della popolazione. Sarebbe il caso tornasse nel suo ruolo, senza evocare scenari apocalittici da cui, forse, trarre un beneficio da cui le popolazioni non ricaverebbero, però, vantaggio alcuno.

Massimo Desiati
Consigliere comunale di “Progetto per Vasto


23.04.2012

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CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI

IL COMUNE DI VASTO NE RESTA COMPLETAMENTE ESCLUSO.
I CONSIGLIERI COMUNALI NEANCHE AVVISATI DELLE VOTAZIONI

Il più completo disinteresse da parte del Sindaco e dell’Amministrazione comunale nei confronti di un nuovo organismo istituzionale, il cui compito è quello di raccordarsi con la Regione per importanti attività finanziarie e legislative! I Consiglieri comunali neanche informati della opportunità di espressione di voto.

Domani, sabato 21, i Consiglieri di tutti i Comuni abruzzesi potranno votare per eleggere il Consiglio delle Autonomie locali. Questo organismo, previsto dalla Costituzione e dallo Statuto regionale, è stato istituito, con Legge Regionale, nel dicembre del 2007; ha sede presso la Regione Abruzzo e la sua funzione è di raccordo e consultazione permanente tra la Regione e il sistema delle autonomie locali. Il Consiglio delle Autonomie garantisce la partecipazione e la consultazione degli Enti locali nei processi decisionali di loro interesse. E’ composto da venti membri e ne fanno parte, oltre ai Presidenti delle quattro Province e i Sindaci dei Comuni capoluogo, i rappresentanti degli enti locali eletti tra i Sindaci dei Comuni non capoluogo. Tutti durano in carica cinque anni. Non sono previsti appannaggi o gettoni di presenza ma soltanto il rimborso delle spese di viaggio.

Il C.A.L., tra i vari compiti, esprime parere obbligatorio sui progetti di legge che riguardano Comuni e Province, sul conferimento di funzioni amministrative e sulla ripartizione di competenze tra Regione ed enti locali; sul Bilancio regionale e sugli atti di proposta dei documenti economico finanziari; sull’esercizio dei poteri sostitutivi ed in tutti i casi in cui il Consiglio e la Giunta regionale ritengono opportuna la preventiva consultazione degli Enti locali. Inoltre, può proporre Leggi regionali ed indirizzi su questioni di interesse degli enti locali, convoca tavoli di concertazione per raggiungere le intese con la Regione e, se lo ritiene, con le organizzazioni sindacali, professionali, imprenditoriali, sociali, dell’Università e delle Istituzioni scolastiche.

Bene, il Sindaco di Vasto non si è neanche candidato a farne parte! E questo nonostante avesse ricevuto dalla Regione, con diverse missive del Dicembre 2011, l’invito a presentarla, laddove interessato, entro 30 giorni dal 30 Dicembre 2011.

Ma non basta. Nel Marzo appena scorso, considerando l’approssimarsi della data per le votazioni relative alla formazione di questo organismo, il Presidente del Consiglio regionale ha inviato una nota ai Presidenti dei vari Consigli comunali con cui chiede di “sensibilizzare i componenti del Consiglio comunale in ordine a questo importante appuntamento”. I Consiglieri comunali di Vasto non sono neanche stati informati, altro che “sensibilizzati”! E questo nonostante la Legge regionale preveda che i Sindaci diano “la comunicazione ai Consiglieri comunali del Decreto di indizione delle elezioni nonché la pubblicazione sull’Albo pretorio del medesimo Decreto almeno 30 giorni prima delle elezioni” ! Da un primo controllo, il Decreto a cui si fa riferimento non risulta neanche pubblicato sull’Albo pretorio del Comune di Vasto!

Insomma, domani, i Consiglieri comunali di tutto l’Abruzzo hanno la possibilità di andare a votare per una propria rappresentanza nel C.A.L ma quelli di Vasto neanche lo sanno, se non per le vie personali ed informali!

C’è poco da gridare alla mancata rappresentanza della nostra città negli Enti sovraordinati quando, avendone la possibilità, si evita e rifiuta il coinvolgimento nei luoghi di rappresentanza istituzionale ma neanche si fa sapere che sarebbe possibile parteciparvi!

Massimo Desiati


20.04.2012


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VARIANTE SS 16

PARERI DISCORDANTI SUL TRACCIATO PROPOSTO DALL'ANAS

Riteniamo siano giustificate le preoccupazioni del Presidente della Provincia Di Giuseppantonio in ordine alla questione relativa alla Variante alla Statale 16 che l’ANAS sarebbe disponibile a realizzare nel tratto lungo la costa tra Ortona e San Salvo. La Provincia, infatti, ha assunto il ruolo di coordinamento, tra i Comuni interessati, al fine di interagire con l’ANAS per la predisposizione dello studio di fattibilità e del progetto preliminare dell’opera.

Della variante alla SS 16 si paventa la realizzazione da almeno 15 anni ed oggi sembra essere giunti alla stretta finale, laddove i finanziamenti per la sua realizzazione, in mancanza di un serio progetto condiviso, potrebbero essere impegnati per interventi diversi in altre zone della regione o italiane. Da qui la preoccupazione relativa ai tempi ed alla condivisione del percorso del nuovo tracciato.

Nell’incontro che oggi si è svolto presso la sala consiliare del Comune di Vasto, si sono evidenziate perplessità sulla proposta dell’ANAS, soprattutto da parte del Comune di Vasto. Infatti, il Dirigente D’Ermilio (la posizione non è stata espressa dal Sindaco pur presente in sala) ha chiesto che la variante ANAS non ripercorra le strade esistenti, rappresentate dalla provinciale che attraversa le frazioni urbanizzate di Sant’Antonio e San Lorenzo, ma che abbia un proprio autonomo tracciato. Riteniamo di condividere questa posizione poiché, altrimenti, il rischio sarebbe quello di vedere impegnate, con una strada con percorrenza propria di un’arteria statale, parti del territorio comunale oggi urbanizzate, che da tempo attendono ben altro tipo di servizi e che mal sopporterebbero un determinato tipo di traffico veicolare.

A tale considerazione si aggiunge il tema, più volte sollevato in questi ultimi anni, relativo alla necessità che la nostra città sia dotata di un casello autostradale, per il solo traffico leggero, denominato “Vasto centro”. Riteniamo che una siffatta previsione potrebbe, funzionalmente e logisticamente, concorrere ad una proposta più razionale circa il tracciato della nuova Variante alla SS 16 oggi allo studio.

Massimo Desiati
"Progetto per Vasto"


19.04.2012


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INTERVENTO DI RUGGIERI, COORDINATORE DI "PROGETTO PER VASTO"

INDAGINI PULCHRA: DOV'ERA
L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE?

Lo diciamo con assoluta chiarezza ed estrema trasparenza, laddove ciò che starebbe emergendo in queste ore sulla gestione dei rifiuti della nostra città dovesse essere confermato dagli organi giudiziari preposti, saremmo di fronte ad un quadro sconcertante.

Sconcertante rispetto a chi lo ha posto in essere ed in egual modo per chi aveva il compito di vigilare e colpevolmente non lo ha fatto.

Comunque sia, si allunga, ancora una volta, il già sterminato elenco di esempi di insipienza ed approssimazione con cui viene gestita la cosa pubblica dal sindaco della nostra città.

Al totale abbandono in cui versa il litorale, alla incapacità dell’Amministrazione a svolgere anche solo le minime opere di manutenzione quotidiana, figuriamoci quelle imponenti di risanamento di fosso marino, fino a giungere alla totale assenza di programmazione, preferendo vivacchiare alla giornata, si sono aggiunte, negli ultimi tempi, i misteri sulla vicenda VAS, le proroghe infinite su procedure amministrative cui la legge impone gara pubblica ed uno sterminato elenco di mancanze, omissioni, decisioni non prese, colpevoli dimenticanze e strani silenzi.

Quanto deve durare ancora tutto questo? Lo diciamo al Sindaco di Vasto, affinché assuma, per una volta, le responsabilità politiche che gli competono, prenda atto che tutto questo ha un solo nome e si chiama: totale fallimento amministrativo.

Ne prenda atto e faccia, di conseguenza, ciò che farebbe qualsiasi galantuomo con un minimo di decoro: si dimetta!


Valerio Ruggieri
Coordinatore "Progetto per Vasto"


17.04.2012


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NUOVE NORME TECNICHE AL P.R.G.

IL COMUNE DECIDA: PRESENTA LA V.A.S. O IL RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO?

Nel dicembre scorso, con sentenza del TAR, sono state annullate le nuove Norme Tecniche del Piano Regolatore con l'obiettivo di rimettere ordine nel caos urbanistico della città. Motivo: la mancanza della Valutazione Ambientale Strategica (VAS). L’Amministrazione comunale, per scelta politica, aveva preferito, con una procedura iniziata nell’Ottobre 2007, la strada delle nuove Norme Tecniche piuttosto che rivedere l'intero strumento urbanistico. Una dimenticanza, quella della VAS, importante, considerando che la modifica delle norme tecniche di attuazione, con una riduzione generalizzata degli standard edilizi, comporta chiaramente un riassetto generale della pianificazione, per cui è necessario il vaglio dell'impatto ambientale e la verifica della conformità ai piani sovraordinati.

Il Comune fu condannato al risarcimento danni, alle spese processuali e ad esso furono concessi otto mesi per procedere alla VAS, pena la decadenza delle nuove Norme tecniche ed il ritorno in vigore della normativa precedente. L’Amministrazione comunale si impegnò a provvedere nei termini indicati dal Tar.

Fu convocata una riunione della Commissione consiliare Assetto del Territorio e, in quella sede, fu ribadita la volontà di procedere alla redazione della Valutazione mancante affidando l’incarico ad un tecnico esterno. Una scelta, si disse, obbligata, considerando le carenze strutturali del Settore comunale e la specificità dell’attività da svolgere. Alla luce delle successive scelte organizzative operate, con il suo sdoppiamento, per il Settore Urbanistica e Pianificazione, appare ancor più obbligata tale scelta, considerando la completa inesistenza di una struttura che dovrebbe occuparsi di Pianificazione.

Gli otto mesi scadono ad Agosto e degli studi per la VAS non si ha alcuna notizia. L’Assessore all’Urbanistica Sputore oggi conferma l’incarico al tecnico esterno e dice sarà in grado di produrre “la documentazione necessaria da sottoporre alla Regione per ottenere il via libera". Prendiamo per buona questa dichiarazione ma prende piede l’ipotesi della presentazione, da parte del Comune, di un ricorso al Consiglio di Stato avverso la decisione del TAR.

Per fugare ogni dubbio, sarebbe il caso che l’Assessore Sputore smentisse questa eventualità per evitare che, ancora una volta, si evidenzi un atteggiamento ondivago e carico di incertezze da parte dell’Amministrazione comunale che sta ponendo, ormai da tempo, in gravi difficoltà tutto il settore urbanistico e della pianificazione, sia per quanto riguarda i professionisti che vi operano che i cittadini. Se non si è in grado di produrre quanto richiesto dal TAR lo si dica chiaramente ed il paventato ricorso al Consiglio di Stato non sia solo un escamotage per interrompere i termini o per vagheggiare, nell’incrociar le dita, un sovvertimento della sentenza del TAR.

E’ appena il caso di ricordare, poi, che il Sindaco, nel Settembre 2011, in occasione delle… celebrazioni dei famosi 100 giorni dall’insediamento, dichiarò: “Grazie all’approvazione delle nuove norme tecniche alcuni risultati si sono già visti (sigh!) ma adesso è mia intenzione presiedere una commissione per poter giungere, in tempi ragionevolmente brevi, a definire quelle indicazioni indispensabili per la predisposizione di un bando che dovrà individuare il pool di tecnici e progettisti che saranno chiamati a predisporre la nuova variante al Piano Regolatore generale”. Nessuno ha visto niente, se non sequestri di cantieri, mancata programmazione, ulteriore aggressione del territorio oltre al gran disordine amministrativo.

Massimo Desiati


Vasto, 16.04.2012

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INTERROGAZIONE DI MASSIMO DESIATI

ANCORA PROROGHE PER I SERVIZI AFFIDATI ALL'AIPA? A QUANDO IL BANDO?

Il Consigliere Massimo Desiati ha provveduto alla presentazione di una interrogazione, rivolta al Sindaco, relativa alla gestione dei molti servizi pubblici affidata oggi alla Società AIPA spa con sede a Milano. I quesiti posti da Desiati partono dalla valutazione della Delibera di Giunta municipale n° 391 del 29.12.2011 avente ad oggetto ”Servizio riscossione pubblicità, pubbliche affissioni, TOSAP e sosta a pagamento. Provvedimenti”.

Con essa, infatti, l’Amministrazione comunale, nel richiamare precedenti Delibere risalenti fino al Dicembre 2002, affida, in proroga, a tale Società, la gestione dei servizi di accertamento, liquidazione e riscossione dell’Imposta Comunale sulla Pubblicità (I.C.P.), dei Diritti sulle Pubbliche Affissioni (D.P.A.), della Tassa per l’Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (TOSAP), della aree di sosta a pagamento, fino al 30.06.2012. Si tratta di un secondo affidamento dopo quello deliberato, nel 2002, con scadenza 31.12.2005.

Vale la pena sottolineare che, ad oggi, la Società AIPA s.p.a. gestisce di fatto ed in regime di proroga tutte le attività di servizio indicate, nonostante la normativa vigente in materia di contratti pubblici imponga agli Enti locali l’espletamento di procedure pubbliche di gara per l’affidamento dei servizi del tipo su elencati. Ed infatti, con la Delibera presa in esame dal Consigliere di “Progetto per Vasto”, oltre ad evidenziare e stabilire che la proroga dell’espletamento di tutti i servizi viene concessa “nelle more dello svolgimento delle operazioni pubbliche di gara per il nuovo affidamento”, si dispone di “dare mandato ai Dirigenti dei Settori competenti di predisporre tutti gli atti necessari per l’espletamento della nuova procedura di gara ad evidenza pubblica per l’affidamento dei Servizi”, gli stessi oggi svolti dalla Società AIPA s.p.a. di Milano.

Approssimandosi la data di scadenza della proroga concessa, fino al 30.06.2012, alla Società AIPA, il Consigliere Desiati interroga il Sindaco per sapere se gli Uffici dei Settori competenti hanno già predisposto gli atti necessari per la relativa nuova procedura di gara ad evidenza pubblica e se ritiene di dar corso a quanto stabilito dalla Delibera n°391/2011 in ordine alla necessità di procedere ad una gara ad evidenza pubblica, così come imposto dalla vigente normativa in materia di contratti pubblici per gli Enti locali.


La Segreteria di “Progetto per Vasto


13.04.2012

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DALL'OSSERVATORIO

RELAZIONE CIRCA LO STATO DELL'ARTE SUI LAVORI PER FOSSO MARINO

"Credo che già dalla prossima settimana procederemo alla consegna del cantiere, una volta terminate le procedure legate all'impiego delle poste di bilancio". Questa la risposta di Vincenzo Sputore, Assessore ai Servizi del Comune di Vasto, alle nostre osservazioni circa i tempi dell’intervento del Comune per la raccolta delle acque sorgive a Vasto Marina. Riteniamo azzardato tale impegno poiché l’iter di approvazione del Bilancio di previsione non è ancora neanche iniziato con la convocazione della Commissione consiliare competente né, tantomeno, è stato, sul punto, convocato il Consiglio comunale.

Circa i tempi di realizzazione, c’è da ricordare come inizialmente fossero 120 i giorni previsti dal progettista dell’opera, ridotti poi a 90 nel bando del Comune ed ancora assottigliati a 30 nelle ultime dichiarazioni dell’impresa “provvisoriamente” aggiudicataria. Per noi resta un mistero come, da parte di più professionisti, possano essere fatte previsioni così differenti tra loro. A questo punto, c’è solo da sperare che non vi siano intoppi, di qualsivoglia genere, per non arrivare, in piena stagione balneare, con ruspe, materiali di grande ingombro e tabelle di “lavori in corso” ad impedire l’accesso alla spiaggia centrale ed agli stabilimenti balneari che, tra l’altro, hanno già iniziato la preparazione delle loro strutture.

Il metodo individuato dall’impresa aggiudicataria per eseguire le opere nei tempi ristrettissimi di 30 giorni apre ad alcune considerazioni. Infatti, utilizzare due squadre distinte di lavoro che, contemporaneamente, operano l’una verso nord e l’altra verso sud dal punto di inizio, significa dover utilizzare un numero doppio di prestatori d’opera e di macchine operatrici e, quindi, raddoppiare sia costi che rischi.

Questo Osservatorio ha stimato un costo industriale dell’opera pari a 244.695 euro, che, sommati alle spese generali (15%), diventano 281.399 euro. L’impresa si è aggiudicata l’opera con una offerta che, comprensiva di oneri di sicurezza, raggiunge l’importo di 273.822 euro, con uno straordinario ribasso del 40% sul valore dell’appalto a base di gara. E’ chiaro che tale offerta rappresenta un risparmio per l’Amministrazione comunale, così come l’impresa è sicuramente libera di decidere se e quale profitto ricavare dalla propria attività ma è altrettanto certo che, senza per questo mettere in dubbio la sua professionalità, è necessario un costante controllo sull’intervento, poiché la posta in gioco, rappresentata dal buon esito della prossima stagione turistica, è molto alta. Alla loro riconsegna, i lavori dovranno essere collaudati, realizzati a regola d’arte e con i migliori materiali.

L’Osservatorio ha già espresso tutti i suoi dubbi in ordine al fatto che le opere su descritte e commissionate dall’Amministrazione comunale siano realmente utili a risolvere il problema del travasamento di liquami fognari di Fosso Marino. Restiamo di tale parere. Riteniamo, invece, più significativi quelli a cui si è impegnata la SASI, nonostante questa società, dopo averlo escluso, abbia deciso il proprio intervento con colpevole ritardo.

In ogni caso, è verosimile che tale intervento possa effettivamente tendere alla sensibile diminuzione della prospettiva di una emergenza estiva del sistema fognario, anche se, nelle dichiarazioni rese sia dagli Amministratori comunali che dalla SASI stessa, non è stato esclusa la possibilità di commistione degli scarichi di acque meteoriche e fognarie in condotte comuni.

La SASI, nel corso di una conferenza stampa di qualche giorno fa’, ha confermato il proprio impegno all’esecuzione di “una radicale ripulitura della condotta fognaria” e, dopo averlo escluso nei mesi scorsi, alla realizzazione di una seconda vasca per la raccolta liquami, oltre al raddoppio della rete fognante Vasto Marina-San Salvo entro fine maggio. Il Presidente Domenico Scutti ha assicurato che “la seconda vasca di raccolta, in caso di riempimento della prima, agirà da serbatoio, permettendo di smaltire il refluo in eccesso per un regolare funzionamento dell'impianto, eliminando il rischio di sversamenti”.

Questo Osservatorio ritiene indispensabile tale intervento nei tempi dichiarati ed attendiamo l’inizio dei lavori promesso subito dopo Pasqua. Riteniamo, invece, impossibile l’inizio lavori e, conseguentemente, il loro termine, prima dell’inizio della stagione estiva, per quanto riguarda il raddoppio della linea fognaria, quella di 3 km ed 800 metri che dovrebbe unire la seconda vasca al depuratore posto a sud di Vasto Marina.

I colpevoli ritardi dell’Amministrazione comunale che ha emesso il bando per l’esecuzione delle opere relative alle acque sorgive soltanto all’inizio di marzo di questo anno e l’iniziale indisponibilità della SASI ad intervenire sul sistema fognario di Vasto Marina, atteggiamento modificato soltanto a metà marzo di questo anno, hanno procrastinato nel tempo interventi che sarebbe stato possibile approntare fin dal settembre dell’anno scorso! Oggi la corsa contro il tempo diventa spasmodica e le opere previste non potranno essere completate prima della stagione turistica!

A questo punto, rimanendo in attesa di conoscere gli interventi fino ad ora messi in campo dalla SASI in conseguenza dalla richiesta di “accesso agli atti” presentata da questo Osservatorio, riteniamo indispensabile ed urgente sapere quali siano i risultati delle videoispezioni eseguite per verificare i motivi degli intasamenti, concausa dell’emergenza della scorsa estate. Occorre sapere dove e come saranno inviati i reflui dall’impianto di pompaggio, atteso che non ci sono i tempi per la realizzazione della nuova condotta di 3 km ed 800 metri.

Occorre inoltre sapere se si ritengono sufficienti le linee fognarie interne all’abitato di Vasto Marina, quelle che raccolgono gli scarichi di tutti i suoi abitanti durante la stagione estiva e che potrebbero essere stati intasati dagli “scarichi impropri” denunciati quale ulteriore concausa dell’emergenza l’estate scorsa, infatti non si hanno notizie relative alle indagini sugli allacci abusivi e non autorizzati di acque bianche e di quelle fognarie.

Insomma, se la SASI ha ritenuto di dover aggiungere una seconda vasca di raccolta e di dover realizzare una se